Collaborazioni

Torna Su Nepsilo

COLLABORAZIONI


 

Lo Studio Nepsilo, al fine di offrire un servizio completo, attualmente collabora con le seguenti figure professionali:

Collaborazioni Neuropsichiatra infantile Nepsilo

Neuropsichiatra infantile – Dott.ssa Daniela Bechis

 

Cos’è la Neuropsichiatria Infantile? Collaborazioni

La Neuropsichiatria Infantile (NPI) è una disciplina medica che svolge attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione per disturbi di natura neurologica, neuropsicologica, psicologica e psichiatrica del bambino e dell’adolescente (fino a 18 anni di età).

Principali ambiti applicativi della neuropsichiatria infantile

Neurologia dell’età evolutiva

Psichiatria dell’età evolutiva

 

Modalità d’intervento

Nelle situazioni cliniche per le quali è indicata una presa in carico di tipo riabilitativo il neuropsichiatra infantile collabora e lavora in équipe con i terapisti (logopedista, neuropsicomotricista, fisioterapista o altro). Collaborazioni

Offre inoltre la sua disponibilità a interfacciarsi con la scuola in particolare in merito alle problematiche inerenti l’apprendimento.

Collaborazioni

 

 


Collaborazioni Psicologia Nepsilo

Psicologa – Dott.ssa Claudia Gastaud

Diagnosi e trattamento dei disturbi dell’età evolutiva

Il percorso di crescita di ogni bambino, sino all’età dell’adolescenza, è scandito da numerose tappe evolutive e precisi compiti di sviluppo. Aspetti corporei, relazionali, cognitivi ed emotivi si intrecciano nel passaggio da una tappa evolutiva all’altra, articolandosi tra momenti di equilibrio e momenti di cambiamento. Proprio per la sua complessità, talvolta, affrontare tale percorso può risultare difficile e complesso.

Non solo, oltre alle difficoltà legate al percorso evolutivo, possono subentrare anche altri eventi della vita (lutti, traumi, separazione dei genitori…) che richiedono ai bambini un’ulteriore capacità di orientarsi nel mondo esterno e di affrontare stati emotivi molto delicati e caotici.

I segnali di disagio di un bambino sono raramente comunicazioni dirette, quanto piuttosto delle manifestazioni sintomatologiche che si esprimono su vari livelli:

Livello fisico (mal di pancia, mal di testa, enuresi…)

  • Livello comportamentale (disturbi della condotta, aggressività …)
  • Livello emotivo: ansia, fobie, difficoltà scolastiche, disturbi dell’alimentazione, disturbi del sonno …)

L’obiettivo della psicoterapia diventa quello di aiutare il bambino che si è “arenato” in una tappa evolutiva a riprendere il corso del suo cammino evolutivo nel modo più naturale ed equilibrato possibile

Modalità di intervento

  • Psicodiagnosi – consiste in 4/5 colloqui in cui, a seconda della richiesta, vengono somministrati dei test cognitivi e/o emotivi o effettuata l’osservazione del comportamento del bambino in situazioni di gioco libero e/o strutturato. L’obiettivo è quello di valutare l’adeguatezza del bambino in relazione all’età, le sue capacità relazionali con gli adulti e con i pari e l’area cognitiva. Attraverso il percorso di psicodiagnosi si riesce a valutare anche la relazione tra aspetti emotivi e cognitivi e l’influenza degli uni sugli altri.

 

  • Sostegno alla genitorialità – per i genitori spesso il disagio di un bambino può essere fonte di sofferenza e preoccupazione; in questi casi avere uno spazio dove essere ascoltati e confortati può essere di grande aiuto per comprendere meglio le proprie emozioni e quelle del proprio bambino. In questo spazio è possibile riflettere sulla modalità di stare insieme al proprio figlio così come sulle abitudini di comunicazione familiare. Attraverso la comprensione e la condivisione di questi aspetti, possiamo arrivare a comprendere e ridurre il disagio del bambino e della sua famiglia.

 

  • Psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva – se dalla psicodiagnosi effettuata con il bambino emergono sofferenze più significative e strutturate o il disagio influisce sul normale svolgersi della vita familiare e scolastica, è necessario intraprendere una psicoterapia dell’età evolutiva al fine di ridurre i sintomi e curare il disagio. Attraverso il dialogo, il gioco o il disegno, il terapeuta aiuta il bambino a comprendere i suoi pensieri negativi, a riconoscere le emozioni che ne conseguono e i comportamenti sintomatici. Questo lavoro di comprensione e riconoscimento dei propri vissuti, insieme alla condivisione con il bambino e i suoi genitori, può dare inizio ad una fase di cambiamento e quindi di riduzione della sintomatologia e del malessere.

 


Collaborazioni psicologa NPI